In Behemoth!, il nuovo film di Tony Gilroy presentato al New York Film Festival, la musica non è semplicemente un elemento di accompagnamento, ma diventa il vero protagonista della narrazione. Il film si propone come un omaggio alla musica da film e a coloro che la creano, esplorando il mondo degli orchestrali e dei musicisti con una struttura unica e originale.
La colonna sonora è affidata a nove diversi compositori, accreditati collettivamente come "Behemoth! Collective", che lavorano insieme per creare un'esperienza sonora coerente e coinvolgente. Questo approccio riflette perfettamente il tema del film, che mette in luce il lavoro collettivo dietro la creazione musicale. La musica diventa un elemento narrativo fondamentale, accompagnando il pubblico attraverso la storia e dando voce ai personaggi senza bisogno di parole.
Il protagonista è Alex, interpretato da Pedro Pascal, un violoncellista che si muove tra vari concerti e performance. Attraverso la sua storia, il film esplora la vita dei musicisti, le loro relazioni e le loro sfide quotidiane. Accanto a lui, personaggi come Nadia, collega di Alex, interpretata da Eva Victor, e Carol, sua ex, interpretata da Olivia Wilde, arricchiscono la trama e aggiungono profondità emotiva alla narrazione.
La struttura del film è volutamente non lineare e frammentata. La storia si sviluppa in diverse città, tra cui Chicago, Los Angeles e Boston, e utilizza salti temporali tra presente e passato per creare un senso di movimento continuo. Questa scelta stilistica può risultare disorientante per alcuni spettatori, ma contribuisce a rendere il film un'esperienza immersiva e coinvolgente.
Uno degli elementi più interessanti di Behemoth! è il modo in cui la musica viene integrata nella narrazione. Non si tratta di un semplice accompagnamento emotivo, ma di una parte integrante della storia. Le transizioni tra le scene spesso utilizzano la musica per collegare momenti diversi, creando un flusso continuo che guida lo spettatore attraverso la trama. In alcuni casi, il film passa da musica diegetica (ascoltata dai personaggi) a musica non-diegetica (ascoltata solo dal pubblico) senza avvisare lo spettatore, rendendo la musica un personaggio a sé stante.
Come dichiarato dallo stesso regista Tony Gilroy, "This is not quite a project that you just 'watch' and 'hear,' but experience in unblemished totality." Questo concetto si riflette perfettamente nella struttura del film, che combina dialoghi minimalisti, musica intensa e immagini potenti per creare un'esperienza cinematografica unica. La musica non solo accompagna la storia, ma la guida, trasformando ogni scena in un momento emotivo intenso e coinvolgente.
Nel film, la vita del protagonista Alex viene raccontata attraverso una serie di scene che si svolgono in diverse città americane, tra cui Chicago, Los Angeles e Boston. La narrazione è volutamente frammentata e non lineare, con continui salti temporali tra il presente e il passato. Questa struttura contribuisce a creare un senso di movimento costante e rende il film un'esperienza immersiva, dove lo spettatore viene guidato più dalla musica che dalla trama lineare.
Alex barely has time to string his bow before he’s being greeted by various band members, some of whom he’s known for years and others who are fresh faces. They talk about life, about music, about the film they’re about to perform, as the camera follows them through hallways and into rehearsal spaces. The film cuts from city to city, from Chicago to Los Angeles to Boston, as Alex and his fellow musicians get ready to perform the score for a new sci-fi film. It’s a fascinating subversion of a chamber piece, showcasing the lives that can be lived within one bar of music.
Quello che rende Behemoth! davvero speciale è il modo in cui la musica viene utilizzata per raccontare la storia. Non si tratta di un semplice accompagnamento emotivo, ma di un elemento narrativo a sé stante. La colonna sonora non si limita a sottolineare le emozioni dei personaggi, ma diventa parte integrante della loro vita. In alcune scene, la musica guida le transizioni tra passato e presente, creando un flusso continuo che unisce momenti apparentemente distanti.
In uno dei momenti più significativi del film, la musica passa da diegetica (ascoltata dai personaggi) a non-diegetica (ascoltata solo dal pubblico) senza interrompere il ritmo della scena. Questo espediente crea una connessione diretta tra lo spettatore e i protagonisti, facendo sentire il pubblico parte della loro esperienza emotiva.
Il lavoro della camera di Damián García offre pazienza in scene che, in mani meno esperte, sarebbero state frenetiche. Aiuta a creare una composizione dove le informazioni sono date in maniera discreta, senza interrompere il flusso della storia. Il punteggio del film è un altro aspetto fondamentale: la musica trasforma momenti quotidiani in esperienze intense e drammatiche, rendendo ogni scena più coinvolgente e emozionante.
In conclusione, Behemoth! è un film che va oltre le convenzioni del cinema tradizionale. Utilizza la musica come filo conduttore per raccontare una storia fatta di emozioni, ricordi e esperienze condivise. La colonna sonora, creata da nove compositori, non è solo un accompagnamento, ma una parte essenziale della narrazione. Il film dimostra come la musica possa trasformare la realtà in un'opera d'arte e come la vita reale e la finzione possano intrecciarsi attraverso il potere del suono.